Vivo film è una casa di produzione indipendente di documentari d’autore, fondata nel 2004 da Gregorio Paonessa e Marta Donzelli.
Un progetto editoriale preciso che l’ha portata in questi anni a realizzare oltre 24 ore di produzione e un catalogo di più di 20 titoli tra cortometraggi, documentari per la televisione e lungometraggi destinati a una distribuzione cinematografica nelle sale, nei circuiti indipendenti e nei festival italiani e internazionali.
Accanto alla attività di produzione, Vivo film è impegnata nella distribuzione sul mercato italiano di un selezionato numero di opere qualità italiane e straniere.
In questi anni Vivo film ha collaborato con le principali reti televisive italiane (i canali Rai, Mediaset, Fox) e con alcuni dei principali operatori del settore audiovisivo sia a livello italiano che internazionale.
Tra i partner di Vivo film: Istituto Luce, Rai Cinema, Rai Trade, Rai Teche, la francese INA, The Documentary Channel Canada, Fiat auto, Comune di Roma, Regione Emilia Romagna, Provincia Autonoma di Trento, Film Commission Piemonte, gruppo Rizzoli, Donzelli Editore.
Nel corso del 2007 Vivo film è stata premiata per IL MIO PAESE di Daniele Vicari con il David di Donatello per il Miglior Documentario di lungometraggio, e per IMATRA di Corso Salani con il Pardo d’Oro - Premio Speciale della Giuria - Concorso Cineasti del Presente del 60° Festival del Film di Locarno.
Il nostro nome
Un piccolo aneddoto sul perché del nostro nome, che forse può raccontare qualcosa di noi e di quello che abbiamo cercato di costruire in questi anni.
All’inizio del 2004 era ormai da qualche mese che ci arrovellavamo su quale nome dare alla società di produzione di film documentari che avremmo fondato di lì a breve. Era un po’ come quando bisogna decidere come chiamare un bimbo che sta per nascere, facevamo elenchi, ipotesi, ma non riuscivamo a trovare nessuna soluzione che ci convincesse, nessuna parola aderente a quello che, anche se forse con dei confini che ancora non erano del tutto nitidi, sapevamo di voler costruire.
E siamo tra coloro che pensano che le parole contano. Una sera affrontammo l’argomento con un nostro amico danese, il poeta Søren Ulrich Thomsen. «Vivo – ci disse – chiamatela Vivo». Ci è sembrato se non altro di buon augurio, anche perché sapevamo che scegliendo di produrre documentari d’autore in Italia di fortuna ne avremmo avuto bisogno… VIVO è il titolo di una bellissima poesia di Thomsen; a questo grande poeta nel 1999 ha dedicato un documentario uno dei maggiori cineasti danesi contemporanei, Jørgen Leth.
Il film si intitola I’M ALIVE. Crediamo che Leth sia uno dei maggiori documentaristi viventi, anche se, o forse proprio perché, la sua opera sfugge a ogni classificazione di genere. Il suo infatti è un cinema dove la stessa distinzione tra realtà e finzione sfuma perché ciò che conta è arrivare al cuore delle cose. La parola Vivo è allora in questo senso un manifesto del senso che abbiamo cercato di dare al nostro lavoro giorno dopo giorno, un meridiano che ci ha guidato e ci guida delle nostre scelte. Spesso difficili, scomode, magari non sempre azzeccate, ma che hanno l’ambizione di usare il linguaggio del cinema, nella sua accezione più ampia e nella sua massima libertà, per raccontare qualcosa del nostro paese, della memoria del passato, del mondo in cui viviamo, delle sue trasformazioni…
Il primo atto della Vivo film, dopo la sua costituzione, è stato di acquisire i diritti di distribuzione italiana di I’M ALIVE di Jørgen Leth. Nel 2005 poi abbiamo organizzato la sua prima retrospettiva italiana, e adesso stiamo lavorando alla produzione del suo prossimo film, ma questa – per il momento – è un’altra storia che ancora non sappiamo come andrà a finire, ma che speriamo di poter raccontare presto.

